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Storia del Museo

Ariano Irpino

Museo Civico
e della Ceramica

Situato nel cuore del centro storico il Museo custodisce una grande e preziosa ricchezza di oggetti in ceramica arianese

Il Museo Civico e della Ceramica di Ariano Irpino è stato inaugurato il 28 giugno del 1991.

Esso è costituito da:

  • Una significativa raccolta della Produzione Ceramica dei vasai arianesi dal XII al XXI secolo
  • Giornali e giornalismo in Ariano
  • Archivio Storico del Comune
  • Edizioni a stampa, rare e di pregio dei secoli XV e XVI
  • Biblioteca
  • Fototeca
  • Sala conferenze

Il Museo Civico e della Ceramica di Ariano Irpino (AV) custodisce una raccolta di ceramica che va dal XIII al XX secolo. Attualmente la raccolta è costituita da circa 250 pezzi ed è organizzata secondo un percorso storico-cronologico. Dalla documentazione d’archivio angioino sappiamo dai “dacia” del 1301, la presenza di ceramisti ad Ariano.

Un’altra fonte per il periodo medievale viene dall’archeologia mediante il ritrovamento occasionale di una bocchetta del VII – VIII secolo d.C. e dallo scavo archeologico di Aequum Tuticum non che dai ritrovamenti occasionali sul territorio o da butti nel centro storico.

Importanti sono i ritrovamenti provenienti dalle “discariche a cielo aperto” dislocate a ridosso della cinta muraria che circoscriveva i rioni storici “Strada”, “Sambuco”, “Annunziata” e databili dal XII-XIII secolo fino al XIX-XX secolo e quelli recuperati durante i lavori di sistemazione della strada P.P. Parzanese negli anni ’80 dello scorso secolo, nel rione di San Bartolomeo, databili ai secoli XIII-XIV, attesterebbe  la produzione delle fornaci arianesi in età normanno-sveva-angioina e la loro chiusura avvenuta nella prima metà del XX secolo. I frammenti ceramici assegnabili ai secoli XIII-XIV offrono le stesse caratteristiche tipologiche della ceramica d’influenza bizantina e islamica simile a quelle della vicino San Severo in Puglia. Un nuovo contributo culturale fu dato alla produzione della ceramica arianese, dall’allora Duca della Città Francesco Sforza il quale nel 1421 chiamò ad Ariano figure di maestri ceramisti che trovarono abitazione nell’arenaria del rione denominato dei Tranesi.

In questo sito, come ci indica il documento aragonese del 1445 “Comitis Ariani. A vetro taxatur foc. CXXXXI”, vi erano ben 141 fuochi. Tanta produzione di ceramica che ebbe con i secoli XV-XVIII il suo massimo splendore.  Il catasto Onciario del 1753 dimostra che  vi erano ancora 11 fornaci con circa 30 addetti.

La tipologia del vasellame e delle plastiche arianesi sono i caratteristici “bevi se puoi”, i boccali, i vasi e fiasche “a segreto”, le originalissime sirene, le lucerne e fiasche antropomorfe e zoomorfe, prodotte anche come oggetti-dono, mentre per adornare le mense, si modellavano composizioni plastiche, quali architettonici centri da tavola, saliere e piatti. Grandi piatti erano destinati a contenere caratteristiche pietanze della cucina rustica o per porre a seccare al sole la conserva, fornivano, ai vasai, la possibilità di rappresentare sulle estese superfici piane le figure devozionali tipiche della religiosità popolare locale. Maestri più dotati dipingevano anche composizioni profane di gusto naìf con rappresentazioni che risentono sempre della vivacità popolaresca.

La stessa fresca vena narrativa caratterizza le targhe e le mattonelle devozionali, esaltando il cromatismo della tavolozza arianese.

La produzione delle acquasantiere presenta caratteristiche formali più dimesse rispetto a quella degli altri centri, ma ugualmente arricchita dalla ricerca cromatica della tavolozza arianese.

Tre sono i maestri ceramisti arianesi: Il “Maestro dell’adormita” del XVIII-XIX secolo, il secondo maestro di Pulcinella del XIX-XX secolo e il maestro G. Rendesi del XIX-XX secolo. Interessante è la raccolta di riggiole perché ci introducono nel gusto per la decorazione dei pavimenti delle dimore signorili e delle chiese arianesi.

Dopo la chiusura di tutte le fornaci dei vasai arianesi, avvenuta per le diverse frane dei costoni, tra gli anni ’50-’60 del XX secolo, di recente è stata ripresa l’antica attività ceramica.

Oggi Ariano Irpino fa parte dell’Associazione Italiana Città della Ceramica e la ceramica arianese si pregia del marchio DOP.

La biblioteca-archivio conserva una importante è la raccolta di edizioni a stampa rare e di pregio dei secoli XV e XVI, libri provenienti dai vari conventi cristiani esistenti sul territorio arianese e soppressi nell’ 800. Le rispettive librerie furono concesse al Comune di Ariano per iniziativa del giureconsulto e uomo politico Pasquale Stanislao Mancini, eletto deputato al Parlamento nazionale nel febbraio 1861 proprio nel collegio arianese e legato a questa Città da antichi vincoli affettivi e culturali. Il nucleo più prezioso è costituito da edizioni cinquecentine provenienti dalle più note stamperie d’Italia e d’Europa (Venezia, Parigi, Lione, Basilea, Anversa, Salamanca, Lisbona, Colonia) Sono libri che trattano argomenti religiosi, ma non mancano quelli riguardanti la filosofia, la storia, il diritto, la geografia, e la medicina.
Di notevole pregio sono il testo del Sacro Bosco (John of Holywood) stampato a Venezia nel 1499; l’incunabolo, impresso a Venezia per Otinum Papiensem de Luna, nel 1498 di un’opera di Gaetano da Thiene su Aristole; Chroniche de la Inclyta Cità de Napole emendatissime. con li Bagni de Pezolo et Ischia: Nuovamente ristampate con la tavola. In Neapole, per M. Evangelista di Presenzani de Pavia, 1526; infine l’opera retorica di Cicerone: Venetiis, in Aedibus Haeredum Aldi Manutii Romani, et Andreae Asulani soceri, mense martio MDXXXIII.

Interessante è la sezione pinacoteca di arte contemporanea.

La collezione è caratterizzata dalla produzione fittile di statuette, figure votive e in particolare di busti muliebri. E’ presente una pinacoteca con opere contemporanee del “Premio città di Ariano” e una fototeca civica con esemplari dal 1865 al 1955.

Un’ampia sezione è dedicata alla stampa: quell’intitolata Giornali e giornalismo in Ariano raccolgono testate originali del 1870-1920; un’altra presenta una raccolta di edizioni a stampa rare dei secoli XV e XVI, libri provenienti dai vari conventi esistenti sul territorio arianese e soppressi nell’800.

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Contattare il Comune di Ariano Irpino (AV)
Centralino: +39 0825 875100

“L’entrata al museo e GRATUITA”

Contattare il Comune di Ariano Irpino (AV) Centralino: +39 0825 875100

“L’entrata al museo è GRATUITA”

+39 0825 - 875107

Palazzo Forte, Via R. D'Afflitto,
7, 83031 Ariano Irpino AV

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